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Enio e le storie vere

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  L'amore per Maradona di qualche abitante che va oltre ogni barriera. È la prima immagine che attira la mia curiosità di questa mattina, 15 gennaio, appena uscito dalla struttura dove ho alloggiato la notte scorsa. Sara' una mattina caratterizzata da profili originali che cattureranno la mia attenzione nelle prime ore.  Cammino verso il centro storico che è oggetto di restauri importanti post sisma. Isola del Gran Sasso, un isola tra due fiumi, i resti del castello visibili nella sola torre dell'orologio, altri palazzi antichi interessanti, loggiati, due chiese con portali particolari e un caratteristico loggiato in ghisa riservato al mercato del pesce(!) che meriterebbe maggiore cura e valore.  Proprio in fronte a questa struttura ho incontrato un personaggio noto nel paese. Qualche momento prima ero transitato davanti ad un market di frutta e verdura già adocchiato la sera prima. I colori dei vegetali per me sono sempre una attrazione. Enio per tutti, Eugenio all'ana...

Sarà buon raccolto?

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  Un grande zaino (almeno ciò è quanto appare agli altri...), sinonimo di grande contenitore di sementi, le ciaspole vintage a"fagiolo" e la stagione scelta potrebbero essere gli ingredienti per una buona semina e forieri di buon raccolto?  I segni che arrivano sembra che diano già responsi positivi. Il raccolto, in termini di relazioni, di attenzione e possibili progetti condivisi, sembra che stia trovando terreni e temperature adeguati.  Ieri, 14 gennaio, sono ripartito dai Prati di Tivo in una giornata di cielo limpido e buone temperature. La cornice di montagne intorno invitava a salire per godere dei panorami su altri versanti. Il momento della colazione è stato utile per confrontarmi con Maura, attenta e appassionata donna di montagna, con cui ho condiviso alcune criticità del territorio e della necessità di porvi rimedio per garantire migliori condizioni di sviluppo del turismo verde. Al momento di salutarla ha tirato fuori dal suo cappello di prestigiatrice del "...

Prati di Tivo

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" ...e dopo i Prati di Tivo dove prosegue...?". La domanda del gentile Roberto questa mattina durante la colazione. In inverno, dopo sette ore di cammino in quaranta, a volte cinquanta centimetri di neve fresca, direi che i Prati di Tivo sarebbero una meta ragionevole per impegno e soddisfazione. Saluto Roberto, ex dipendente della regione Abruzzo e attento gestore del suo accogliente B&b dove mi ha ospitato, a Intermesoli. Cielo sereno e buona temperatura fanno immaginare una giornata speciale. Risalgo le vie del borgo e seguo la vecchia mulattiera per Pietracamela. Mi fanno compagnia, e sarà così per quasi tutta la giornata, le impronte degli ungulati. L'amica Lisa mi dà il buongiorno con una frase di Jules Verne "tutto era gelato, anche il rumore".  Ecco la neve non era affatto gelata, era fantastica, leggera, polverosa, impalpabile tanto da risalire sentieri e muretti senza uso di ciaspole o ramponi. Era talmente leggera che un capriolo mi ha attraversat...

Labirinti

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  La mattina di oggi si presenta con cielo grigio compatto e nevischio come quello caduto per tutta la notte. Un passaggio veloce dal negozio di alimentari da Rita per un saluto e qualche acquisto. Con la tappa odierna il viaggio entra nel mese finale anche se a me non sembra di essere in cammino da oltre cinquanta giorni. Da Nerito, per boschi, il cammino mi ha portato a conoscere l'interessante paese di Fiano Adriano. Qualche casa lesionata dal sisma del 2017 ma la cinquecentesca interessante chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo sembra abbia ben resistito.  Nelle vie del borgo non incontro nessuno e la temperatura rigida non favorisce certo gli incontri. Mi soffermo per una visita al Presepe permanente a cui sembrano molto legati i fanesi. Poco più avanti , sul corso principale scopro con dispiacere la chiusura di un locale storico , il bar di Ada, a cui hanno dedicato una stampa appesa in facciata in cui si ricorda il suo legame con i bambini del luogo. Da Nerito a Fiano...

L' Abruzzo

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  Prendere le distanze per avere una visuale diversa,  migliore, magari, completa. Nella vita come nella fotografia.  Spesso accade di avanzare verso una situazione o un soggetto e di ostinarsi a cercarne una migliore inquadratura senza uscirne soddisfatti. Poi andiamo oltre, gli diamo le spalle e se ci voltiamo indietro ecco che arriva ciò che cerchiamo. Questa mattina il cielo era ancora coperto ma aveva cessato di nevicare e il vento si era calmato. Tutto era nelle giuste condizioni per ripartire. Un caloroso saluto e una foto ricordo con Mino, consapevoli del bell'incontro e del confronto realizzato. Scendo verso il lago e lo percorro lungo la costa che mi porta al Ponte delle Stecche e, voltandomi, fisso l'immagine suggestiva del borgo di Mascioni raccolto sul pendio digradante verso le rive. Attraverso il ponte e noto una colonia di uccelli dal piumaggio nerastro che stanno immobili sulle acque in una formazione a V. Della stessa specie ne osservo anche altri sulle ...

L'attesa

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  "La bellezza misteriosa dell'orizzonte bianco di neve...disteso intorno a noi...non dipende dalla sua estetica e nemmeno dalla sua potenza, ma dall'infinita' di storie che là dentro potrebbero avvenire e coinvolgerci..." ( La vocazione a perdersi. Franco Michieli) Il vento soffia sui tetti imbiancati sollevando nuvole impalpabili di neve. Tutto intorno è bianco a contrasto di un cielo uniformemente grigio.  Questo lo scenario alla sveglia di oggi. Preparo lo zaino con un margine di incertezza. Scendo per la colazione. L'altro ospite, Enzo, un anziano del luogo rimasto senza casa dopo il terremoto del 2016, forse, scenderà più  tardi. Ieri sera ero stanco e preso da altri pensieri per tentare un approccio. Con Mino, invece, abbiamo iniziato un interessante confronto su alcuni temi quotidiani e anche sul post sisma. Fuori continua a nevicare leggero ma sostenuto dal vento. Faccio una serie di telefonate per capire meglio la situazione di Nerito, fine tappa suc...

Torna l'inverno

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 La mattina di oggi si apre con una nevicata suggestiva. I fiocchi scendono con lentezza e ricoprono i pascoli intorno alla fattoria di una leggera coltre bianca. Dalla finestra osservo l'instancabile Stefano che accompagna con grazia le sue mucche sui prati. La sera passata mi ha raccontato molto del suo lavoro e della cura che ha per i suoi bovini. Un legame commovente tra un ragazzo e il suo capitale animale che fa pensare rispetto agli interessi ben diversi  che muovono i suoi coetanei.  La temperatura e la nevicata oltre al tempo da dedicare alla scrittura inviterebbero a restare in struttura ma è arrivato il tempo di mettersi di nuovo in viaggio. La partenza è alla metà della mattina. Un ultimo sguardo ai resti del centro di Amatrice e a quanto rimane dell'opera di Padre Minozzi con la speranza che torni ad essere quanto è stata in passato per la Comunità.  Il Sentiero Italia si avvia tra le antiche costruzioni di San Cipriano per inoltrarsi lungo le mulattiere...

Rinascite

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Come è possibile comprendere da mappe e descrizioni,  il Sentiero Italia mostra a noi alcuni punti in cui il tracciato si divide su due direttrici diverse. In particolare, per me che sono partito dalla Toscana, in due occasioni mi ha dato la possibilità di scegliere se stare sul versante orientale o occidentale della catena appenninica. Questa possibilità si è ripresentata proprio alla vigilia dell'Epifania. Da Accumoli avrei potuto continuare sul versante laziale e camminare unendo vari gruppi montuosi che, durante gli studi scolastici, mi sono sempre risultati un poco misteriosi ed, errando, poco interessanti ( M. Simbruini, Aurunci...), oppure proseguire sul lato che mi avrebbe portato ad esplorare l'Abruzzo. Al termine di questa regione i due diversi percorsi si sarebbero riuniti per continuare in Molise. Avevo immaginato che la tappa laziale del 6 gennaio che termina ad Amatrice  sarebbe stata utile per risolvere alcuni aspetti pratici ma, alla luce degli ultimi eventi vi...

L'alba...

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  Appena il tempo di scendere dalla mia auto ed entrare nel Rifugio a Forca di Presta che mi avrebbe ospitato per quei due giorni e fui accolto con alcuni spari di rivoltella. Chiesi spiegazioni al gestore e mi rispose con tranquillità che erano regolamenti di conti sulla definizione dei confini tra pastori. Era l'aprile del 1987, qualche ora dopo sarei salito sulla cima del M. Vettore superando residue lingue di neve. Probabile che certe dinamiche oggi siano cambiate ma, anche se non è più il mondo rurale di trentacinque anni fa, è sempre emozionante affacciarsi sui Piani di Castelluccio, viverci un breve soggiorno,  ascoltare le persone del luogo e immaginare la rotazione dei colori, delle attività, delle stagioni in un contesto unico al mondo. Giovedì 5 gennaio ho deciso di starci in mezzo con la testa e le gambe, volevo attraversare il Pian Grande e il Pian Piccolo come i pastori per salire, poi, verso il Rifugio Le Cese e proseguire fino ad Accumoli. Una giornata esaltant...

Uomini e cavalli

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  Dalla statua dedicata a San Benedetto, Padre dell'Europa cristiana, iniziava il viaggio di Paolo Rumiz quando ne" Il filo infinito" racconta della sua ricerca per eremi e monasteri di elementi concreti per ricostruire l'idea di Europa come lo era stato nel Medioevo grazie al monachesimo. Dalla stessa piazza, in questa mattina gelida e nebbiosa, sono ripartito per raggiungere Castelluccio di Norcia e i suoi infiniti Piani. Una lunga e lenta risalita fino alla Forca di Ancarano e poi verso il crinale del Monte Patino. Milleducento metri di dislivello da coprire senza soste per scongiurare le nebbie delle ore centrali che possono complicare l'orientamento. Una salita resa più  piacevole dall'incontro con cavalli robusti lasciati allo stato brado. Le regole di convivenza degli equidi con il lupo molto presente e segnalato dalle numerose fatte, trovano , a volte, evidenze di finali funesti. I resti di un banchetto dove solo il crine non era stato gradito erano se...