Era stata un scoperta sorprendente quella di Trivento. Un borgo ben raccolto culminante con il suo castello. Ma erano le sue case e ancor più le sue scalinate costruite per il passo dei muli. Pedate lunghe dove l'umano faceva passo doppio. Trecentosessantacinque, una per ogni giorno dell'anno, mi raccontava un anziano del luogo ieri sera. Collegavano il borgo fino al sottostante cimitero. Vicoli che si intrecciano e bei portali che un tempo ospitavano esercizi commerciali, ora le case del borgo ancora accolgono circa centocinquanta residenti. Su di loro veglia la grande Cattedrale e la sua antica cripta. Un gioiello impreziosito da un Presepe dove una associazione locale ha ancora una volta lasciato il segno. I personaggi della scena natalizia vestiti con abiti fatti all'uncinetto come altre opere che abbelliscono e colorano il centro. IL FILO CHE UNISCE mette d'accordo tutti sul valore del suo operato perfino Pinocchio abituato a dire bugie. La davanti alla bott...
Giovedì 10 febbraio. -1 a Vasto, -1 la temperatura notturna, una tappa in maglietta e 19 ° . Una grande escursione termica al pari della bellezza della tappa appena conclusa. Un paesaggio da cartolina dove le colline lavorate fino all'ultimo metro non fanno rimpiangere le cime innevate che da questi poggi ancora si mostrano. Dai Sibillini alle Isole Tremiti la vista spazia per oltre trecento chilometri. Una poiana vola così bassa sopra le nostre teste da mostrarsi in tutti i dettagli del piumaggio. È il suo benvenuto a Mafalda. Al mattino abbiamo lasciato Montemitro e la sua comunità croata a cui avremmo voluto dedicare più tempo e ascolto. Si legge che il piccolo Molise sia la regione italiana con la minore densità di popolazione. Ma io, noi siamo stati incredibilmente fortunati perché ogni giorno abbiamo incontrato abitanti accoglienti e desiderosi di raccontarsi e di farci partecipi di quel buon vivere che Lucio, giocando con le parole, ha sintetizzato nella parola Moli s...
Prima di allontanarmi da Pracchia faccio un giro del paese. Il rombo del Reno tiene viva l'atmosfera che l'aria resa umida dalla pioggia caduta e le case vuote renderebbero ben diversa. Salgo verso il polo museale diffuso che qui ha il suo focus sul ghiaccio. La sede è realizzata nei locali della biblioteca. A fianco dell'ingresso una targa usurata rammenta il vecchio posto tappa della Gea, grande escursione appenninica. Guardo attraverso i vetri e vedo solo confusione. Sul vecchio libro del Sentiero Italia del 1995 ricorda che il posto tappa era gestito dall' albergo Melini. Riprendo il cammino e supero la ferrovia e lo stabilimento dell' acqua Silva. La tratta che percorrero' ancora non è segnata con i logo Sentiero Italia Cai ma la descrizione sul sito e sulle vecchie pubblicazioni non lascia dubbi. Supero due brevi tornanti e trovo una sorpresa che induce a riflessione. Davanti a me un bel pannello che annuncia l'ingresso ad un centro di educazione amb...
Ciao Nino, è veramente un bel risveglio, un'alba così non si vede tutti i giorni. Si prospetta una buona giornata.
RispondiEliminaAndrea.
bellissima! Complimenti,
RispondiEliminaciao
g
Grazie. Ciao!
EliminaGli spettacoli che ci offre il CREATO sono sempre meravigliosi. Alcuni ancora di più come questa alba. Mario
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