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Trasparenze

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  La città delle acque così definita per essere bagnata da diversi corsi d'acqua, tra cui il Pescara che qui ha le limpide sorgenti. Ma anche chiamata " la chiave dei tre Abruzzi" per la sua posizione strategica da sempre a controllo delle vie di collegamento tra Tirreno e Adriatico. Popoli. Una storia interessante e articolata,  tre grandi chiese,  una Taverna Ducale vicina e il Palazzo Cantelmo a chiudere la piazza e a definire i confini del salotto antico della cittadina. In alto, un tempo a guardia della valle i resti restaurati del castello. In mezzo a tanta bellezza architettonica, una piccola grande perla della cultura, la libreria non convenzionale "Il libraio di notte". Poco decentrata da questo fulcro la casa natale di un grande ingegnere che ha fatto grande l'Italia, Corradino d'Ascanio, inventore dell'elicottero e della mitica Vespa Piaggio.  A Popoli ci arrivo il 60° giorno di viaggio, 21 gennaio, itinerario quasi interamente pianeggiant

Popoli

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  La notte, si dice, porta consiglio. Le tapparelle della mia camera sono ancora abbassate ma farebbe lo stesso. Alle 5 del mattino del 22 gennaio, mentre sto scrivendo queste parole, non c'è ancora luce per capire quanta neve, nella notte, avrà portato sui monti intorno.  C'è, invece, sufficiente chiarezza nella mia mente per decidere cosa non voglio fare oggi. Partire per una nuova tappa. Queste sono le prime righe del post che ha cancellato quello iniziato ieri sera al culmine di una giornata da "matti". La vorrei sintetizzare in poche parole ma è stata così ricca di contenuti da non sapere da che parte rifarsi per raccontarla. Le aspettative sentivo che si stavano facendo alte arrivando a Popoli, ma gli eventi hanno portato oltre.  Sono in un'area geografica particolare, cruciale mi dice anche la storia. Lo è anche per il mio viaggio. Sono appena passato attraverso le Gole di Popoli, ho salutato il Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga dove ho consumato

Il cuore dell'Abruzzo

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  "Ragazzi! Mi raccomando, per domani, studiate bene gli affluenti del Po e dell'Adige che vi interrogo!". Ricordo ancora quella richiesta assurda di studiare la geografia imparando i nomi dei vari elementi a "pappardella" come si dice in Toscana, a memoria. Per fortuna, forse, ci si limitava ai fiumi del Nord, al massimo si arrivava all' Arno o al Tevere. Dei fiumi sotto al Lazio non ne ho memoria ma, di sicuro, non ricordo mi avessero parlato del Tirino.  Una bella scoperta quella fatta oggi, 20 gennaio. Una conferma della ricchezza di siti storici e naturali che può vantare il Sentiero Italia Cai oltre alla componente primaria rappresentata  dai gruppi montuosi. Un fiume bellissimo, sinuoso, placido da non sentirne lo scorrere delle acque, cristallino , quasi smeraldino per la sua trasparenza e vero paradiso per l'avifauna. Un corso d'acqua che entra in punta di piedi nella valle omonima definita "cuore dell'Abruzzo" percorrendo, com

Borghi e servizi. Quale reale futuro?

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  Non sarebbe un problema piantare la tenda ogni sera. Sia che fosse uno spazio pubblico o privato ci sarebbe sempre una soluzione. Non sarebbe neppure troppo gravoso per le temperature grazie all'equipaggiamento,  a parte il riposare non ottimale che comporta essere meno reattivi nei giorni successivi o sentire maggiormente il carico dello zaino. Cercare ogni sera una struttura di fortuna o a pagamento implica stabilire dei contatti, raccogliere le reazioni, le risposte, la disponibilità,  il fare rete delle persone coinvolte con altri loro conoscenti per offrire una soluzione alternativa. Molte variabili e diverse dinamiche entrano in gioco in quella fase e, in qualche modo, il cammino lo facciamo entrambi, io e la persona contattata( al proposito vi invito a leggere il racconto straordinario di un esperimento durato un anno intero raccontato dagli autori "Passpartout, viaggio nell'Italia che si fida" Riccardo Carnovalini e Anna Rastello). In questo mio viaggio ho v

Una partita a scacchi con la storia

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Lo scenario della sfida infinita quello dell'Appennino Centrale. Castel del Monte e Santo Stefano di Sessiano i fronti della partita odierna. Milioni (!) di pecore a pascolare nella piana di Campo Imperatore nei secoli passati, milioni di rendite tanto da creare le basi per la più antica banca del mondo nelle terre di Siena e delle sue "agenzie" del tempo fin nel lontano Abruzzo. Una lotta infinita tra pastori e signori, prima locali poi forestieri nel nome dei Piccolomini e dei Medici. Dialetti sdoppiati nelle famiglie divise da mesi duri di transumanza. Streghe balzate agli onori delle cronache e delle usanze del tempo sul terreno delle credenze popolari e del peso dei difficili focolari domestici.  Una partita a scacchi nella realtà dei borghi che cercano futuro. Chi attraverso virtuose cooperative di comunità,  di ostelli ritrovati e di giovani leve motivate e affezionate al territorio.  Chi attraverso modelli di albergo diffuso da esportare che livellano in alto le p

Balla co' lupi

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  No, io non sono Kevin Costner ma nello scenario in cui mi trovavo ieri sera mancavano solo i bisonti e gli indiani. I lupi non li ho visti ma è possibile che un giro nei pressi della mia calotta verde due posti lo abbiano fatto. Un' atmosfera da favola con la luna quasi piena e la fantastica piana di Campo Imperatore come un ideale set cinematografico che nella serata passata era diventato realtà di un altro pezzo di questa bella avventura sul Sentiero Italia.  Avevo lasciato nella mattina di ieri, 16 gennaio,  l'accogliente rifugio del Cai Castelli per immaginare di raggiungere Castel del Monte. Nel lungo tragitto fino alla baita della Sceriffa(!)  avevo incontrato molta neve, in qualche tratto pesante. Le tracce dei lupi mi anticipavano per gran parte del percorso e ne sfruttavo le impronte per facilitarmi l'andatura senza usare le ciaspole e tentare di capire il criterio con cui spostavano la direttrice.  Poi iniziava la salita verso il panoramico Vado della Siella. Da

Enio e le storie vere

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  L'amore per Maradona di qualche abitante che va oltre ogni barriera. È la prima immagine che attira la mia curiosità di questa mattina, 15 gennaio, appena uscito dalla struttura dove ho alloggiato la notte scorsa. Sara' una mattina caratterizzata da profili originali che cattureranno la mia attenzione nelle prime ore.  Cammino verso il centro storico che è oggetto di restauri importanti post sisma. Isola del Gran Sasso, un isola tra due fiumi, i resti del castello visibili nella sola torre dell'orologio, altri palazzi antichi interessanti, loggiati, due chiese con portali particolari e un caratteristico loggiato in ghisa riservato al mercato del pesce(!) che meriterebbe maggiore cura e valore.  Proprio in fronte a questa struttura ho incontrato un personaggio noto nel paese. Qualche momento prima ero transitato davanti ad un market di frutta e verdura già adocchiato la sera prima. I colori dei vegetali per me sono sempre una attrazione. Enio per tutti, Eugenio all'ana

Sarà buon raccolto?

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  Un grande zaino (almeno ciò è quanto appare agli altri...), sinonimo di grande contenitore di sementi, le ciaspole vintage a"fagiolo" e la stagione scelta potrebbero essere gli ingredienti per una buona semina e forieri di buon raccolto?  I segni che arrivano sembra che diano già responsi positivi. Il raccolto, in termini di relazioni, di attenzione e possibili progetti condivisi, sembra che stia trovando terreni e temperature adeguati.  Ieri, 14 gennaio, sono ripartito dai Prati di Tivo in una giornata di cielo limpido e buone temperature. La cornice di montagne intorno invitava a salire per godere dei panorami su altri versanti. Il momento della colazione è stato utile per confrontarmi con Maura, attenta e appassionata donna di montagna, con cui ho condiviso alcune criticità del territorio e della necessità di porvi rimedio per garantire migliori condizioni di sviluppo del turismo verde. Al momento di salutarla ha tirato fuori dal suo cappello di prestigiatrice del "

Prati di Tivo

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" ...e dopo i Prati di Tivo dove prosegue...?". La domanda del gentile Roberto questa mattina durante la colazione. In inverno, dopo sette ore di cammino in quaranta, a volte cinquanta centimetri di neve fresca, direi che i Prati di Tivo sarebbero una meta ragionevole per impegno e soddisfazione. Saluto Roberto, ex dipendente della regione Abruzzo e attento gestore del suo accogliente B&b dove mi ha ospitato, a Intermesoli. Cielo sereno e buona temperatura fanno immaginare una giornata speciale. Risalgo le vie del borgo e seguo la vecchia mulattiera per Pietracamela. Mi fanno compagnia, e sarà così per quasi tutta la giornata, le impronte degli ungulati. L'amica Lisa mi dà il buongiorno con una frase di Jules Verne "tutto era gelato, anche il rumore".  Ecco la neve non era affatto gelata, era fantastica, leggera, polverosa, impalpabile tanto da risalire sentieri e muretti senza uso di ciaspole o ramponi. Era talmente leggera che un capriolo mi ha attraversat

Labirinti

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  La mattina di oggi si presenta con cielo grigio compatto e nevischio come quello caduto per tutta la notte. Un passaggio veloce dal negozio di alimentari da Rita per un saluto e qualche acquisto. Con la tappa odierna il viaggio entra nel mese finale anche se a me non sembra di essere in cammino da oltre cinquanta giorni. Da Nerito, per boschi, il cammino mi ha portato a conoscere l'interessante paese di Fiano Adriano. Qualche casa lesionata dal sisma del 2017 ma la cinquecentesca interessante chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo sembra abbia ben resistito.  Nelle vie del borgo non incontro nessuno e la temperatura rigida non favorisce certo gli incontri. Mi soffermo per una visita al Presepe permanente a cui sembrano molto legati i fanesi. Poco più avanti , sul corso principale scopro con dispiacere la chiusura di un locale storico , il bar di Ada, a cui hanno dedicato una stampa appesa in facciata in cui si ricorda il suo legame con i bambini del luogo. Da Nerito a Fiano ne h